“Finalmente retribuzioni dignitose per Lsu ed Lpu calabresi, ora chiudere le altre partite aperte”
“Finalmente retribuzioni dignitose per Lsu ed Lpu calabresi, ora chiudere le altre partite aperte”
Immagine di copertina di: “Finalmente retribuzioni dignitose per Lsu ed Lpu calabresi, ora chiudere le altre partite aperte”
16/03/2022
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Riconosciuta una quota di 18.000 euro, tra risorse nazionali e regionali, per la copertura dell’aumento delle ore e, conseguentemente, delle retribuzioni


“L’equiparazione salariale degli ex lpu ed lsu calabresi è un salto in avanti di civiltà e dignità in una delicata e travagliata vicenda durata venti anni”. Lo riferisce in una nota il componente della segreteria regionale Cisal Calabria, Gianluca Persico per il quale “l’accordo siglato nell’incontro con la Vicepresidente della Giunta Regionale Giusi Princi, il DG del Dipartimento lavoro Roberto Cosentino, e le altre organizzazioni sindacali, è un traguardo importante che permetterà di migliorare le condizioni lavorative di questo bacino di lavoratori ai quali viene riconosciuta una quota di 18.000 euro, tra risorse nazionali e regionali, per la copertura dell’aumento delle ore e, conseguentemente, delle retribuzioni. Questo protocollo apre la via ad una manifestazione d’interesse a cui presto saranno chiamati ad aderire tutti gli enti del territorio calabrese beneficiari delle somme contributive. Un accordo – continua Persico – nato grazie alla totale e assoluta sinergia registrata tra le forze politiche e le organizzazioni sindacali che, auspichiamo, possa replicarsi e diventare consuetudine per arrivare ad approvare la modifica della Legge Regionale 42/2021 recentemente impugnata dal Consiglio dei Ministri che ha visto svanire le speranze dei lavoratori della Legge 15; per giungere alla contrattualizzazione dei lavoratori della Legge 12, unici precari non ancora contrattualizzati nonostante la quasi totalità dell’iter amministrativo portato avanti nella scorsa legislatura; per affrontare definitivamente la delicata vicenda legata all’azienda ‘Calabria lavoro’ dove esistono dipendenti precari professionalizzati utilizzati per raggiungere gli obiettivi ma privi di un corretto inquadramento sia dal punto di vista contributivo che contrattuale. Solo con una visione d’insieme delle partite ancora aperte – conclude il sindacalista Cisal – si possono raggiungere traguardi importanti”.

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16/03/2022
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Riconosciuta una quota di 18.000 euro, tra risorse nazionali e regionali, per la copertura dell’aumento delle ore e, conseguentemente, delle retribuzioni


“L’equiparazione salariale degli ex lpu ed lsu calabresi è un salto in avanti di civiltà e dignità in una delicata e travagliata vicenda durata venti anni”. Lo riferisce in una nota il componente della segreteria regionale Cisal Calabria, Gianluca Persico per il quale “l’accordo siglato nell’incontro con la Vicepresidente della Giunta Regionale Giusi Princi, il DG del Dipartimento lavoro Roberto Cosentino, e le altre organizzazioni sindacali, è un traguardo importante che permetterà di migliorare le condizioni lavorative di questo bacino di lavoratori ai quali viene riconosciuta una quota di 18.000 euro, tra risorse nazionali e regionali, per la copertura dell’aumento delle ore e, conseguentemente, delle retribuzioni. Questo protocollo apre la via ad una manifestazione d’interesse a cui presto saranno chiamati ad aderire tutti gli enti del territorio calabrese beneficiari delle somme contributive. Un accordo – continua Persico – nato grazie alla totale e assoluta sinergia registrata tra le forze politiche e le organizzazioni sindacali che, auspichiamo, possa replicarsi e diventare consuetudine per arrivare ad approvare la modifica della Legge Regionale 42/2021 recentemente impugnata dal Consiglio dei Ministri che ha visto svanire le speranze dei lavoratori della Legge 15; per giungere alla contrattualizzazione dei lavoratori della Legge 12, unici precari non ancora contrattualizzati nonostante la quasi totalità dell’iter amministrativo portato avanti nella scorsa legislatura; per affrontare definitivamente la delicata vicenda legata all’azienda ‘Calabria lavoro’ dove esistono dipendenti precari professionalizzati utilizzati per raggiungere gli obiettivi ma privi di un corretto inquadramento sia dal punto di vista contributivo che contrattuale. Solo con una visione d’insieme delle partite ancora aperte – conclude il sindacalista Cisal – si possono raggiungere traguardi importanti”.