Il Fisco torna a bussare, sempre meglio controllare: la newsletter Cisal-Movimento Consumatori
Il Fisco torna a bussare, sempre meglio controllare: la newsletter Cisal-Movimento Consumatori
Immagine di copertina di: Il Fisco torna a bussare, sempre meglio controllare: la newsletter Cisal-Movimento Consumatori
05/05/2022
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I consigli dell’avvocato Laila Perciballi su pignoramenti di stipendi e pensioni, preavvisi di fermo, fermi, ipoteche, intimazioni, solleciti, avvisi, cartelle esattoriali


Da qualche mese, il Fisco è tornato a bussare: cittadini, professionisti, attività commerciali, imprese sono vessati – oltre che dal caro bollette, afferma Laila Perciballi del Movimento Consumatori e consulente Cisal – anche da richieste troppo spesso infondate dell’Agenzia delle Entrate Riscossione, oppure degli enti creditori. Cosa fare? 

Sanzioni amministrative, contributi previdenziali, Iva, Ires, Irap, tributi locali e così via, l’Agenzia delle Entrate Riscossione è in possesso di tutte le armi per ottenere dai contribuenti quanto dovuto al Fisco, a partire dai pignoramenti di stipendi e pensioni, preavvisi di fermo, fermi, ipoteche, intimazioni, solleciti, avvisi, cartelle esattoriali. Ma non sempre quel che viene richiesto è dovuto. 

E’ del 2 Maggio la sentenza del Tribunale di Roma che accoglie il ricorso dell’avvocato Laila Perciballi ed annulla al contribuente ben 16 cartelle su 17 inserite all’interno dell’atto di pignoramento opposto. Quindi, non solo le somme (circa 9.000/00 euro) non erano dovute, in quanto prescritte da anni, ed il pignoramento del conto corrente illegittimo, ma l’Agenzia delle entrate è stata condannata a pagare anche gli onorari di giudizio. Quindi, appena ricevete qualsivoglia richiesta di pagamento, è necessario verificare se la richiesta del Fisco è legittima ed è utile chiedere una consulenza. 

Bisogna infatti sapere che ci sono vari termini per fare opposizione: quello più breve è di 20 giorni dall’avvenuta ricezione. Insomma, in queste situazioni anziché disperarsi, è il caso di rivolgersi sempre, e nel più breve tempo possibile dalla ricezione dell’atto dispositivo, a professionisti che sappiano “leggerlo ed interpretarlo correttamente, onde evitare di pagare importi non dovuti. Si tratta delle prime sentenze dalla ripresa (quasi) regolare delle attività giudiziarie sospese/rallentate dalla pandemia, quindi, riprende con determinazione la tutela dei diritti dei contribuenti.

Movimento Consumatori, sez. Roma Capitale, mette a disposizione degli iscritti Cisal la propria consulenza per verificare la correttezza delle richieste contattando i seguenti recapiti:

telefono 06.39735013, whatsapp 3939072144, mail [email protected]

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I consigli dell’avvocato Laila Perciballi su pignoramenti di stipendi e pensioni, preavvisi di fermo, fermi, ipoteche, intimazioni, solleciti, avvisi, cartelle esattoriali


Da qualche mese, il Fisco è tornato a bussare: cittadini, professionisti, attività commerciali, imprese sono vessati – oltre che dal caro bollette, afferma Laila Perciballi del Movimento Consumatori e consulente Cisal – anche da richieste troppo spesso infondate dell’Agenzia delle Entrate Riscossione, oppure degli enti creditori. Cosa fare? 

Sanzioni amministrative, contributi previdenziali, Iva, Ires, Irap, tributi locali e così via, l’Agenzia delle Entrate Riscossione è in possesso di tutte le armi per ottenere dai contribuenti quanto dovuto al Fisco, a partire dai pignoramenti di stipendi e pensioni, preavvisi di fermo, fermi, ipoteche, intimazioni, solleciti, avvisi, cartelle esattoriali. Ma non sempre quel che viene richiesto è dovuto. 

E’ del 2 Maggio la sentenza del Tribunale di Roma che accoglie il ricorso dell’avvocato Laila Perciballi ed annulla al contribuente ben 16 cartelle su 17 inserite all’interno dell’atto di pignoramento opposto. Quindi, non solo le somme (circa 9.000/00 euro) non erano dovute, in quanto prescritte da anni, ed il pignoramento del conto corrente illegittimo, ma l’Agenzia delle entrate è stata condannata a pagare anche gli onorari di giudizio. Quindi, appena ricevete qualsivoglia richiesta di pagamento, è necessario verificare se la richiesta del Fisco è legittima ed è utile chiedere una consulenza. 

Bisogna infatti sapere che ci sono vari termini per fare opposizione: quello più breve è di 20 giorni dall’avvenuta ricezione. Insomma, in queste situazioni anziché disperarsi, è il caso di rivolgersi sempre, e nel più breve tempo possibile dalla ricezione dell’atto dispositivo, a professionisti che sappiano “leggerlo ed interpretarlo correttamente, onde evitare di pagare importi non dovuti. Si tratta delle prime sentenze dalla ripresa (quasi) regolare delle attività giudiziarie sospese/rallentate dalla pandemia, quindi, riprende con determinazione la tutela dei diritti dei contribuenti.

Movimento Consumatori, sez. Roma Capitale, mette a disposizione degli iscritti Cisal la propria consulenza per verificare la correttezza delle richieste contattando i seguenti recapiti:

telefono 06.39735013, whatsapp 3939072144, mail [email protected]