Scuola al via: la Cisal scrive al Ministro Fioramonti
Scuola al via: la Cisal scrive al Ministro Fioramonti
13/09/2019
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Ecco come si presenterà lunedì mattina il “mondo scuola” al suono della prima campanella dell’anno.


Centoventimila cattedre scoperte. Solo venticinquemila quelle riempite su un contingente di cinquatatremila. Interi settori, soprattutto nelle regioni del Centro Nord, completamente sguarniti. Millecinquecento presidenze vacanti. Stipendi sotto la media europea. Istituti fatiscenti. Ecco come si presenterà lunedì mattina il “mondo scuola” al suono della prima campanella dell’anno.

“Un universo completamente allo sbando – scrivono in una nota congiunta Massimo Blasi, Segretario Confederale della Cisal con delega alla Scuola e Marcello Pacifico, Presidente Nazionale Anief, Associazione Sindacale Nazionale Insegnanti e Formatori, – orfano del Decreto legge “Salva Precari” approvato lo scorso 6 agosto dal passato Governo ma mai pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Un decreto, seppur non risolutivo totalmente che – spiegano – prevedeva l’avvio di un PAS (percorso abilitante speciale) aperto a docenti con tre annualità di servizio svolti negli ultimi otto anni nella scuola secondaria, sia nelle scuole statali sia in quelle paritarie, e un concorso a cattedra straordinario a favore di docenti con tre annualità di servizio svolti negli ultimi otto anni di cui almeno uno nella classe di concorso specifica. Il provvedimento – continuano – prevedeva anche il salvataggio di circa seimila insegnanti ex-GaE con diploma magistrale la cui immissione in ruolo con riserva era stata annullata dal Consiglio di Stato. Per loro il contratto si sarebbe dovuto trasformare a tempo determinato. Tutto personale – sottolineano Blasi e Pacifico – destinato ad essere licenziato qualora il blocco all’emanazione del decreto dovesse perdurare”.

Una situazione allarmante, destinata ad aggravarsi il prossimo anno in funzione dei nuovi pensionamenti in “Quota 100”, su cui la Cisal invita il nuovo Ministro dell’Istruzione Fioramonti, e la nuova maggioranza di Governo, a riflettere indicando la strada in sei punti fondamentali:

° L’adeguamento degli organici di fatto a quelli di diritto e organici differenziati per territorio.

° Il reclutamento dalle attuali graduatorie (GaE, di merito, regionali e d’istituto).

° La stabilizzazione dei precari docenti, Ata, educatori ed assistenti alla comunicazione, lsu.

° La conferma dei ruoli degli insegnanti assunti con riserva dopo il superamento dell’anno di prova.

° La parità di trattamento tra personale precario e di ruolo con rivisitazione della ricostruzione di carriera.

° L’utilizzo delle risorse risparmiate nella scuola per rinnovare i contratti, immediatamente con aumenti medi di 200 euro mensili e la mobilità ordinaria annuale insieme a corsi abili tanti ordinari”.

13/09/2019
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Ecco come si presenterà lunedì mattina il “mondo scuola” al suono della prima campanella dell’anno.


Centoventimila cattedre scoperte. Solo venticinquemila quelle riempite su un contingente di cinquatatremila. Interi settori, soprattutto nelle regioni del Centro Nord, completamente sguarniti. Millecinquecento presidenze vacanti. Stipendi sotto la media europea. Istituti fatiscenti. Ecco come si presenterà lunedì mattina il “mondo scuola” al suono della prima campanella dell’anno.

“Un universo completamente allo sbando – scrivono in una nota congiunta Massimo Blasi, Segretario Confederale della Cisal con delega alla Scuola e Marcello Pacifico, Presidente Nazionale Anief, Associazione Sindacale Nazionale Insegnanti e Formatori, – orfano del Decreto legge “Salva Precari” approvato lo scorso 6 agosto dal passato Governo ma mai pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Un decreto, seppur non risolutivo totalmente che – spiegano – prevedeva l’avvio di un PAS (percorso abilitante speciale) aperto a docenti con tre annualità di servizio svolti negli ultimi otto anni nella scuola secondaria, sia nelle scuole statali sia in quelle paritarie, e un concorso a cattedra straordinario a favore di docenti con tre annualità di servizio svolti negli ultimi otto anni di cui almeno uno nella classe di concorso specifica. Il provvedimento – continuano – prevedeva anche il salvataggio di circa seimila insegnanti ex-GaE con diploma magistrale la cui immissione in ruolo con riserva era stata annullata dal Consiglio di Stato. Per loro il contratto si sarebbe dovuto trasformare a tempo determinato. Tutto personale – sottolineano Blasi e Pacifico – destinato ad essere licenziato qualora il blocco all’emanazione del decreto dovesse perdurare”.

Una situazione allarmante, destinata ad aggravarsi il prossimo anno in funzione dei nuovi pensionamenti in “Quota 100”, su cui la Cisal invita il nuovo Ministro dell’Istruzione Fioramonti, e la nuova maggioranza di Governo, a riflettere indicando la strada in sei punti fondamentali:

° L’adeguamento degli organici di fatto a quelli di diritto e organici differenziati per territorio.

° Il reclutamento dalle attuali graduatorie (GaE, di merito, regionali e d’istituto).

° La stabilizzazione dei precari docenti, Ata, educatori ed assistenti alla comunicazione, lsu.

° La conferma dei ruoli degli insegnanti assunti con riserva dopo il superamento dell’anno di prova.

° La parità di trattamento tra personale precario e di ruolo con rivisitazione della ricostruzione di carriera.

° L’utilizzo delle risorse risparmiate nella scuola per rinnovare i contratti, immediatamente con aumenti medi di 200 euro mensili e la mobilità ordinaria annuale insieme a corsi abili tanti ordinari”.