Vaccini sui luoghi di lavoro, prosegue il confronto con i ministri Orlando e Speranza
Vaccini sui luoghi di lavoro, prosegue il confronto con i ministri Orlando e Speranza
Immagine di copertina di: Vaccini sui luoghi di lavoro, prosegue il confronto con i ministri Orlando e Speranza

Oggi nuovo incontro con le parti sociali, Inail e struttura Commissariale per l’emergenza Covid. L’intervento della delegazione Cisal composta dai segretari confederali Massimo Blasi e Davide Velardi


Nell’incontro di oggi che ha fatto seguito alla riunione dello scorso 4 marzo 2021 la Cisal, rappresentata dai segretari confederali, Massimo Blasi e Davide Velardi, ha confermato la propria disponibilità a favorire con ogni mezzo la campagna vaccinale nei luoghi di lavoro, ritenendo che addivenire alla firma di un protocollo nazionale tra il Governo e la parti sociali al riguardo sarebbe uno strumento utilissimo, al pari di un aggiornamento del protocollo generale sottoscritto l’anno scorso, auspicando, in tal senso, che venga ricondotta ad unità la frammentaria attività posta in essere in materia dalle Regioni. 

Il protocollo, e in generale tutti gli accordi che si andranno a fare nei luoghi di lavoro per la gestione della campagna vaccinale – hanno sottolineato Blasi e Velardi durante la riunione con i ministri del lavoro Orlando e della Salute Speranza – hanno lo scopo di rafforzare le norme a tutela della salute dei lavoratori già previste da leggi e contratti e non indebolirle. Per la Cisal è paradossale ad esempio che si possa pensare di attuare le campagne vaccinali senza coinvolgere i Rappresentati dei Lavoratori per la Sicurezza. 

La delegazione Cisal ha sottolineato l’importanza di disciplinare il giorno in cui il lavoratore si sottopone alla vaccinazione e le giornate immediatamente successive visto che in numerosi casi si riscontrano disturbi alla salute come effetti collaterali. La Cisal ha poi rimarcato che la vaccinazione nei luoghi di lavoro dovrà esser riservata solo ai lavoratori e non ai familiari rispettando il il principio della volontarietà a meno che non intervenga una legge ad imporre l’obbligo di vaccinazione. 

Nel confronto odierno evidenziata, altresì, l’importanza di dare adeguata regolamentazione al ‘consenso informato’, anche a seguito delle più recenti polemiche a cui abbiamo assistito circa la sicurezza dei vaccini.  

In conclusione Blasi e Velardi hanno posto una riflessione legata all’attuale scarsità di vaccini chiedendo, qualora permanesse questa carenza, quante e quali siano le possibilità concrete di dare seguito a questi piani vaccinali e quale il criterio da seguire dopo le dichiarazioni delle ultime ore del  Presidente del Consiglio, Mario Draghi, il quale, di fatto, ha frenato sulla possibilità di mantenere categorie prioritarie, procedendo con  la scansione delle somministrazioni solo in base al criterio delle classi di età? Per la Cisal – hanno concluso Blasi e Velardi – se si entra a vaccinare in un’azienda devono essere vaccinati tutti quelli ci stanno a prescindere dall’età, altrimenti si vanifica tutto.

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Oggi nuovo incontro con le parti sociali, Inail e struttura Commissariale per l’emergenza Covid. L’intervento della delegazione Cisal composta dai segretari confederali Massimo Blasi e Davide Velardi


Nell’incontro di oggi che ha fatto seguito alla riunione dello scorso 4 marzo 2021 la Cisal, rappresentata dai segretari confederali, Massimo Blasi e Davide Velardi, ha confermato la propria disponibilità a favorire con ogni mezzo la campagna vaccinale nei luoghi di lavoro, ritenendo che addivenire alla firma di un protocollo nazionale tra il Governo e la parti sociali al riguardo sarebbe uno strumento utilissimo, al pari di un aggiornamento del protocollo generale sottoscritto l’anno scorso, auspicando, in tal senso, che venga ricondotta ad unità la frammentaria attività posta in essere in materia dalle Regioni. 

Il protocollo, e in generale tutti gli accordi che si andranno a fare nei luoghi di lavoro per la gestione della campagna vaccinale – hanno sottolineato Blasi e Velardi durante la riunione con i ministri del lavoro Orlando e della Salute Speranza – hanno lo scopo di rafforzare le norme a tutela della salute dei lavoratori già previste da leggi e contratti e non indebolirle. Per la Cisal è paradossale ad esempio che si possa pensare di attuare le campagne vaccinali senza coinvolgere i Rappresentati dei Lavoratori per la Sicurezza. 

La delegazione Cisal ha sottolineato l’importanza di disciplinare il giorno in cui il lavoratore si sottopone alla vaccinazione e le giornate immediatamente successive visto che in numerosi casi si riscontrano disturbi alla salute come effetti collaterali. La Cisal ha poi rimarcato che la vaccinazione nei luoghi di lavoro dovrà esser riservata solo ai lavoratori e non ai familiari rispettando il il principio della volontarietà a meno che non intervenga una legge ad imporre l’obbligo di vaccinazione. 

Nel confronto odierno evidenziata, altresì, l’importanza di dare adeguata regolamentazione al ‘consenso informato’, anche a seguito delle più recenti polemiche a cui abbiamo assistito circa la sicurezza dei vaccini.  

In conclusione Blasi e Velardi hanno posto una riflessione legata all’attuale scarsità di vaccini chiedendo, qualora permanesse questa carenza, quante e quali siano le possibilità concrete di dare seguito a questi piani vaccinali e quale il criterio da seguire dopo le dichiarazioni delle ultime ore del  Presidente del Consiglio, Mario Draghi, il quale, di fatto, ha frenato sulla possibilità di mantenere categorie prioritarie, procedendo con  la scansione delle somministrazioni solo in base al criterio delle classi di età? Per la Cisal – hanno concluso Blasi e Velardi – se si entra a vaccinare in un’azienda devono essere vaccinati tutti quelli ci stanno a prescindere dall’età, altrimenti si vanifica tutto.